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Trasferimento corretto e non discriminatorio PDF Stampa E-mail
Si è chiusa con sentenza favorevole a CLA la vicenda di una collaboratrice della cooperativa Mimosa che aveva ritenuto ingiustificato il trasferimento ad altro incarico. Il Tribunale Ordinario di Trento, sezione per le controversie di lavoro, ha ritenuto corretto e in buona fede il trasferimento.
“Il trasferimento è stato disposto nel rispetto dei generali principi di correttezza e buona fede e, con sentenza di data 14 luglio 2009, ha rigettato il ricorso”. E’ quanto stabilito dal Tribunale Ordinario di Trento, sezione per le controversie di lavoro, nella persona del magistrato dott. Giorgio Flaim, letti gli atti e i documenti prodotti e sentiti tutti i testi.
Sostanzialmente chiude la vicenda che ha visto protagonista la signora Margarita Rodriguez che, da mansioni di custodia presso il Castello del Buonconsiglio, era stata trasferita a supporto di attività del Centro Raccolta Materiali. Sono state accettate in toto le giustificazioni portate dalla Cooperativa Mimosa, da Consorzio Lavoro Ambiente e dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale.

LA STORIA  Il 17 dicembre del 2008 il Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale aveva trasmesso comunicazione di assegnazione di personale ad Amnu-Azienda Municipalizzata Nettezza Urbana tramite il trasferimento della signora Margarita Rodriguez che, da mansioni di custodia presso il Castello del Buonconsiglio, sarebbe passata a supporto delle attività del Centro Raccolta Materiali. La scelta era motivata da ragioni di opportunità e riorganizzazione dell’intero comparto delle attività del Progettone. CLA aveva dato il proprio benestare e aveva chiesto alla cooperativa Mimosa di trasferire la propria collaboratrice alla nuova destinazione. La cooperativa aveva comunicato il trasferimento in data 28 dicembre 2008, con il preavviso del caso. La Uila aveva impugnato il trasferimento motivando che non c’erano le condizioni giustificatrici e mancavano gli accertamenti preliminari.Inoltre, la Uila aveva scatenato una campagna di denigrazione nei confronti di SCNVA, CLA e cooperativa Mimosa, anche con pubblicazione di articoli e lettere sui giornali. Si sosteneva che il trasferimento aveva intento punitivo e che l’individuazione della lavoratrice fosse legata a motivi discriminatori e razzisti. Il sindacato ha chiesto l’attivazione, con carattere di urgenza, della commissione provinciale per l’impiego che ha visto una mancata conciliazione tra le parti. A questo punto è stato presentato un ricorso con carattere di urgenza, presso il giudice del Lavoro per ottenere la revoca del trasferimento. Due le udienze con l’ascolto di diversi testimoni e sentenza favorevole a CLA.
 
 
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