Appalto Servizi Muse: CLA vince il ricorso

Venerdì, 15 Novembre 2019 10:19:00

Il Consiglio di Stato boccia il ricorso di Euro&Promos relativo al Lotto 2.

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della società friulana Euro&Promos FM Spa che ha avuto come oggetto il Lotto 2; ovvero quello relativo alla gestione dei servizi di supporto al pubblico, prenotazioni, biglietteria, accoglienza, call center e vendita nello shop del Museo delle Scienze di Trento.

CLA, in qualità di capogruppo del RTI con le venete Società Cooperativa Culture e Socioculturale Cooperativa Sociale, si è aggiudicato in data 27 luglio 2018 la gara relativa al Lotto 2 per euro 2 milioni e 465 mila (il valore a base d’asta era di circa euro 2 milioni e 594 mila per 48 mesi), con un punteggio di 98,13 punti dato dalla sommatoria di 70 punti (il massimo conseguibile) per l’offerta tecnica e di 28,13 punti per l’offerta economica. La società friulana si è classificata seconda in graduatoria ottenendo 81 punti (51 punti per l’offerta tecnica e 30 per l’offerta economica), mentre altre tre concorrenti sono state escluse per non aver raggiunto un giudizio di sufficienza per l’offerta tecnica.

La seconda classificata, nel ricorso al Tar per ottenere l’annullamento del provvedimento di aggiudicazione a CLA e l’aggiudicazione a proprio favore, ha evidenziato l’insufficienza di operatori nell’offerta tecnica e che questa non contemplava le modalità di sostituzione in caso di assenza. Tuttavia, dopo il respingimento nell’udienza di primo grado del dicembre 2018 da parte dei giudici amministrativi, anche il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso non riscontrando anomalie nell’offerta.

CLA, dopo essersi costituito in resistenza nel procedimento di secondo grado con gli avvocati Monica Carlin e Andrea Manca, ha ricevuto la conferma di congruità dell’offerta relativa alle risorse impiegate nell’erogazione dei servizi e alla ragionevolezza del progetto presentato dal RTI. I diciotto addetti indicati nell’offerta non rappresentano infatti il totale degli operatori assunti e, come si legge nella sentenza, “vanno intesi come risorse da mettere a disposizione della stazione appaltante per l’esecuzione del servizio, al netto di assenze e pause, rappresentando dunque il dimensionamento del lotto per le 31.300 ore”. I giudici hanno inoltre appurato che i rilievi della società friulana sarebbero infondati anche in merito ai corsi di formazione, in quanto “non tutti i lavoratori già impiegati presso il Muse hanno necessità di corsi formativi”.