CAM Edilizia: le considerazioni di Anac

Venerdì, 03 Gennaio 2020 10:50:00

I “criteri di selezione” potrebbero danneggiare le Pmi italiane.

L’avvento dei CAM nelle procedure di affidamento degli appalti pubblici pone serie riflessioni in diversi settori economici, primo fra tutti l’edilizia e le lavorazioni ad essa correlate.

I CAM, disciplinati nell’articolo 34 del Codice dei contratti pubblici e nei decreti emanati dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, sono da tempo al centro del dibattito tra autorità pubbliche e associazioni di categoria. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), a seguito delle segnalazioni ricevute relative agli ostacoli per le piccole e medie imprese di partecipare alle procedure di gara, ha avviato una consultazione pubblica e redatto un documento che evidenzia le difficoltà per i piccoli operatori economici legate ai requisiti di conformità ai CAM e ai criteri di “selezione dei candidati” che questi impongono.

Anac sostiene che l’inserimento dei criteri di “selezione dei candidati” nelle procedure di gara per la realizzazione dei lavori dovrebbe essere attentamente ponderato in funzione della tipologia e della rilevanza dell’intervento, ai fini di consentire un’ampia partecipazione alle gare. In sostanza, secondo l’autorità l’impiego dei CAM nei “criteri di selezione” si giustifica per lavori particolarmente rilevanti in termini di importo, di natura dell’intervento e di impatto ambientale nel contesto circostante, mentre appare inopportuna la richiesta dei CAM per i piccoli interventi di manutenzione ordinaria, di riparazione e di ristrutturazione.

Alla luce delle sue considerazioni, Anac intende individuare assieme ai portatori d’interesse le modalità di inserimento dei CAM nelle documentazioni di gara, ponendo particolare attenzione proprio ai criteri di “selezione dei candidati”, in quanto potrebbero costituire un ostacolo per la partecipazione delle Pmi negli appalti pubblici.