Cooperative di lavoro e servizi, il Covid non spezza il fronte dell’occupazione

Giovedì, 17 Giugno 2021 11:09:00

Presentato il bilancio aggregato delle 136 cooperative attive in questo settore, che continuano a garantire buon lavoro a oltre 7 mila persone (+2,3% rispetto al 2019).

Il commercio e logistica trainano il comparto dei servizi, che altrimenti segna una sostanziale tenuta. In aggregato, il valore della produzione ammonta a  400 milioni (+6,5%).

Soffrono le cooperative di produzione lavoro, dove il dato del fatturato si ferma a 282 milioni (-8,3%) a causa delle difficoltà dovute alle limitazioni pandemiche soprattutto nella ristorazione, turismo, organizzazione eventi e fiere.

Le ripercussioni del Covid sul settore delle cooperative di lavoro e servizi presentano effetti molto diversificati in funzione delle attività svolte e degli ambiti di operatività. Risultano fortemente colpiti i comparti della ristorazione, del turismo e delle fiere, mentre gli altri registrano una sostanziale tenuta.

Questo quanto è emerso dal tradizionale convegno del settore delle 136 cooperative aderenti alla Federazione Trentina della Cooperazione, nel quale è emersa la buona notizia della tenuta dei numeri relativi all’occupazione, che anzi è cresciuta nella parte finale del 2020, offrendo lavoro a 7.065 persone, il 78% delle quali inserite a tempo indeterminato.

“La mission delle cooperative di produzione lavoro è emersa fortemente anche nella fase critica della pandemia – ha spiegato Germano Preghenella, vicepresidente della Federazione in rappresentanza delle cooperative di lavoro e servizi – cioè quella di dare buon lavoro alle persone. L’andamento è stato nel complesso di tenuta. Le realtà che hanno sofferto non avevano alternative di mercato e si sono difese grazie al buon patrimonio e al grande impegno di soci, amministratori e dipendenti”.

“Questo settore avrà un ruolo strategico primario anche nell’affrontare la fase di ripresa che si sta avviando – ha aggiunto il presidente della Cooperazione Trentina Roberto Simoni – perché la crisi economica e finanziaria provocata dalla pandemia farà affiorare nuove povertà e nuovi bisogni, specie in tema di inserimento lavorativo”.

I dati

L’approfondita analisi dei dati – esposti dal responsabile di settore Giuliano Bernardi – evidenzia come i risultati delle 50 cooperative attive nel settore dei servizi (ambientali, informatici, logistica, pulizie, portierati, sanificazioni…) siano stati trainati dall’exploit dei comparti del commercio e della logistica, a fronte di una sostanziale tenuta degli altri, con un valore della produzione aggregato di 400 milioni di euro (+6,5%).

Diverso l’andamento aggregato delle 86 cooperative di lavoro, influenzato dal trend di tre grandi cooperative attive nei settori più colpiti dalle limitazioni imposte dalla pandemia (ristorazione, turismo e fiere). Nel complesso si è registrata una riduzione dell’8,3% del valore della produzione, che si è fermato a 282 milioni di euro. Se si escludono le tre cooperative con maggiore impatto negativo, il giro d’affari registra una sostanziale tenuta (+0,9%).

[Fonte: Ufficio Stampa della Federazione Trentina della Cooperazione]