Criteri Ambientali Minimi: il punto sull’edilizia

Venerdì, 05 Aprile 2019 11:02:00

In corso il dialogo tra Provincia autonoma di Trento e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Profilo normativo e istituzionale

L’obbligo di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) definiti nel Piano d’Azione Nazionale per il Green Public Procurement – PAN GPP è stato introdotto dal “Codice degli appalti” (D.Lgs. 50/2016). Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha quindi redatto i CAM edilizia, denominati “CAM per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici” (DM 24 dicembre 2015, aggiornato con il DM 11 ottobre 2017).

Il nuovo impianto normativo, che si inserisce nel quadro delle politiche ambientali comunitarie, si pone l’obiettivo di diffondere gli “appalti pubblici verdi”, di ridurre gli impatti ambientali promuovendo modelli di produzione e consumo più sostenibili e “circolari”.

Il testo in vigore contiene i requisiti ambientali necessari alle stazioni appaltanti per individuare il progetto, il prodotto o il servizio migliore, tenendo conto del ciclo di vita e della disponibilità di mercato.

I CAM edilizia definiscono l’oggetto dell’appalto e le specifiche tecniche obbligatorie per la sua costruzione, ristrutturazione e manutenzione: i requisiti di conformità per gruppi di edifici, per l’edificio singolo, per i componenti edilizi e del cantiere. Il testo definisce inoltre i criteri non obbligatori di partecipazione e di esclusione basati su requisiti di conformità per la selezione dei candidati, i criteri premianti non obbligatori per la valutazione dell’offerta e quelli obbligatori per l’esecuzione del contratto.

La Provincia autonoma di Trento, con il GDP 141/2018, ha differito l’applicazione di parte dei CAM edilizia a partire dal 31 dicembre 2019.

Nel frattempo, l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (APPA) ha organizzato un tavolo tecnico per il confronto tra strutture amministrative e parti sociali coinvolte per presentare al MATTM una serie di osservazioni al testo in vigore. Consorzio Lavoro Ambiente partecipa attivamente al tavolo di lavoro anche per conto della Federazione della Cooperazione Trentina.

La nuova sfida per il settore dell’edilizia

I CAM generano nel mondo dell’edilizia un cambio di paradigma rispetto al passato che impegna ad uno sforzo congiunto pubblica amministrazione, ordini professionali e imprese di settore. Ciascuno è infatti chiamato a rinnovare procedure e metodologie di lavoro per allinearsi alle specifiche tecniche e alle clausole contrattuali previste dai CAM, le quali devono essere inserite dalle pubbliche amministrazioni nella documentazione progettuale e di gara sia per la progettazione definitiva e/o esecutiva che per l’esecuzione dei lavori di costruzione / ristrutturazione / manutenzione di edifici.

In Trentino, come nelle altre regioni italiane, la pubblica amministrazione è al lavoro per conformarsi ai nuovi criteri, partendo dall’adeguamento degli strumenti di pianificazione urbanistica e dei prezziari di riferimento. I nuovi prezziari per i materiali da costruzione devono essere conformi ai CAM, che impongono l’obbligo di percentuali minime, che variano a seconda delle diverse tipologie di materiale, di contenuto di materia riciclata o recuperata.

Anche le novità che interessano il mondo della progettazione sono molteplici. In questo contesto, i professionisti sono chiamati ad adottare un approccio orientato all’intero ciclo di vita degli edifici, basato su analisi e valutazioni che rendono sempre più indispensabile l’utilizzo del Building Information Modeling (BIM).

Per quanto riguarda invece le imprese, il possesso della certificazione ISO 14001 (o equivalenti come la registrazione EMAS) diventa fondamentale ai fini di garantire un’adeguata gestione della fase esecutiva.

Un altro aspetto da tenere in considerazione per le aziende edili riguarda la formazione del personale impiegato nel cantiere, il quale deve essere formato in materia di gestione ambientale. Le attività di cantiere devono prevedere azioni specifiche a tutela del suolo, delle acque, della biodiversità e della qualità dell’aria.

In caso di demolizioni e rimozione dei materiali, le nuove disposizioni legislative impongono alle imprese appaltatrici l’obiettivo di recuperare e riciclare almeno il 70% dei rifiuti non pericolosi da costruzione e demolizione. I CAM edilizia definiscono anche gli accorgimenti atti a riutilizzare le terre di scavo sia per le eventuali opere a verde che per i rinterri.

Infine, per garantire determinate prestazioni ambientali nell’ambito dell’esecuzione dei lavori è richiesto l’utilizzo di mezzi che rientrano almeno nella categoria “veicolo ecologico migliorativo (EEV)”. Appare chiaro quindi l’intento del legislatore di determinare ricadute ambientali e sociali virtuose riducendo il volume dei rifiuti e il consumo di materie prime non rinnovabili.

Per maggiori informazioni visitare il sito web del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare