Italcementi, la bonifica è terminata

Venerdì, 21 Settembre 2018 09:17:00

Ceschi, direttore della Cooperazione: «Lavori conclusi in anticipo sui tempi» 

È con soddisfazione che Alessandro Ceschi, direttore della Federazione Trentina della cooperazione, annuncia la fine dei lavori della bonifica dell’ex Italcementi, dopo circa otto mesi sui nove previsti, sull’area che rappresenta una delle partite più complesse per il futuro della città, visto che lì è prevista la realizzazione del nuovo centro espositivo, ma anche di uno studentato e residenze, un parco e un parcheggio di 2000 posti.

L’area che appartiene a Patrimonio del Trentino, ceduta dalla Cooperazione in cambio dell’ex Dogana (alla quale spettava la bonifica), era inquinata da idrocarburi e metalli per le lavorazioni della fabbrica nata negli anni Venti ed il piano di bonifica redatto dal geologo Luca Raffaelli prevedeva di stendere uno strato di terra di 50 mila metri cubi. «Prima abbiamo rimosso le cinque cisterne che contenevano idrocarburi - spiega Ceschi - ed abbiamo dovuto asportare anche il terreno in profondità sotto quest’ultime, perché negli anni si erano verificati sversamenti. In seguito siamo passati alla fase della copertura del terreno con uno strato di 1 metro sui 5 ettari di superficie, procedendo con cumuli di 1.000 metri cubi che sono stati di volta in volta controllati da parte della Provincia, per accertarsi che fosse materiale certificato. Si tratta infatti di materiale che proviene da impianti di riciclaggio della Valsugana e di Lavis, che deve essere già avere una certificazione all’origine, ma che è a sua volta controllato dai tecnici della Provincia».

Walter Lazzarotto, che ha seguito in prima persona la bonifica, afferma che le sostanze inquinanti non sono arrivate alla falda acquifera. «La bonifica è consistita nello stendere lo strato di terra - chiarisce Lazzarotto - per impedire il contatto dermico e scongiurare qualsiasi rischio».

I lavori sono stati svolti da più ditte aderenti al Consorzio Lavoro Ambiente, che aderisce alla Cooperazione ed il costo, preventivato sui 741 mila euro, dovrebbe subire un lieve incremento.